Cromotricologia di Nino D’Angelo

La carriera musicale di Nino D’Angelo può essere suddivisa in 3 periodi artistici ben distinti, tre fasi che coincidono esattamente con il colore della sua capigliatura:

Il periodo Moro. Quello del debutto. Il periodo più indie, più underground, e più squisitamente vicino alle tematiche e alle sonorità della sceneggiata. 
(anni ’70)

Il periodo Biondo. Quello del grande successo e dell’incredibile exploit commerciale legato alla nascita di quella nuova leva di giovani artisti napoletani, chiamata poi “neo-melodismo”. 
(un genere la cui paternità, a detta degli esperti, non va attribuita al nostro Nino, come si tende a credere, ma al leggendario Patrizio, giovanissimo artista napoletano morto a 24 anni per un’overdose di eroina).  
(anni ’80)

Il periodo Brizzolato. Che invece coincide con la maturità artistica, la world music, il teatro “colto”, le colonne sonore e la consacrazione unanime da parte della critica, e che prosegue tuttora. 
(dagli anni ’90)

Questa cinquina di copertine riguarda il suo periodo Moro, quello ultra-vintage e meno conosciuto e che precede anche il debutto cinematografico nel 1981 con il film vagamente autobiografico “Celebrità” diretto da Ninì Grassia e nel quale l’amatissimo cantautore appare già biondissimo.

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