Gli articoli SAME GOVJ

Sin dalla fine degli anni ’60 cominciarono ad essere pubblicizzati su varie riviste, con allegato l’immancabile tagliando da compilare e spedire a una certa casella postale. 

Erano i prodotti Same Govj, venduti a prezzi modici e oggi ricordati con affetto, ma che una volta acquistati attraverso il tagliando e finalmente arrivati a casa tramite posta, dopo estenuanti settimane di attesa, si rivelavano delle vere e proprie patacche, delle “tollerabili truffe”, visto che non costavano tanto. Non a caso la sede legale dell’azienda, riportata spesso in calce agli annunci, cambiava di mese in mese (mantenendo inalterata solo la città di Milano), proprio per evitare proteste e richieste di rimborso.  

Scimmie di Mare, Occhiali a Raggi X, monocoli per vedere attraverso i muri, erano gli articoli di punta e i più ricordati di questa misteriosa azienda che alimentava le fantasie spesso pruriginose dei ragazzini e dei più ingenui, per tale ragione le pubblicità comparivano furbescamente su riviste per un target adolescente: L’intrepido, Il Monello, Diabolik ma anche Cronaca Vera, Stop!, e settimanali ben più blasonati come Tv Sorrisi e Canzoni. 

Pare che venissero prodotti negli Stati Uniti, dall’azienda di un certo Harold von Braunhutun inventore e commerciante, che era anche il furbo ideatore di molti di questi oggetti. E molto spesso gli annunci pubblicitari come, ad esempio, quello delle Scimmie di Mare, mantenevano la grafica originale degli annunci americani. È presumibile, dunque, che fosse la stessa azienda americana ad avere una sede italiana. 

La Same Govj, che spesso vendeva i suoi miracolosi articoli anche sotto altri nomi simili (Ditta Same, Govj Import, Govi Import, Same Govj Import) sparì definitivamente verso i primi anni ’90, forse frenata dall’attivismo dalle nascenti associazioni di consumatori, o forse perché i tempi erano davvero cambiati, e di creduloni che abbocassero a tali annunci se ne trovavano sempre di meno. 

Di questa fantomatica azienda per corrispondenza ci rimane la nostalgia per quegli articoli, molti dei quali mai realmente visti dal vero, e forse è meglio così: inconsciamente ci piace pensare che davvero funzionassero, che davvero potessero permetterci di vedere attraverso i muri, o che l’aggeggino a “ultrasuoni” da tenere in tasca ci rendesse affascinanti e irresistibili alle ragazze.  Articoli che oggi, già il solo nominarli, ci riportano dolcemente a quella dimensione infantile dove tutto era possibile. 

Ho raccolto in questa carrellata alcuni degli annunci che comparivano nelle varie riviste, ma ho aggiunto anche altre “truffette” simili, non esattamente provenienti dall’universo Govj, ma che comunque facevano bella mostra sulle stesse riviste e nello stesso periodo, e promettevano anch’esse cose più o meno strabilianti e miracolose. 

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