Il caso “UFO SOLAR”

L’UFO SOLAR debuttò nel giugno del 1979. 

Era venduto in edicola, allegato alla rivista omonima di “divulgazione scientifica”, ed era un prodotto tutto italiano.

L’idea del giocattolo venne al Sig. Lirio Severini, proprietario di un’azienda lucchese che produceva sacchetti di plastica. Su internet si racconta che “gli capitò di vedere svolazzare uno di questi pezzi di plastica e da lì si evolse l’idea fino al cilindro nero di plastica finale”.

In realtà dietro il progetto c’era anche (e soprattutto) l’azienda Adica Pongo, con sede a Lastra a Signa, che fu attiva fino al 1994, ma all’epoca di grande successo, e già ben inserita nel circuito delle cartolerie e delle edicole. Conosciuta soprattutto per prodotti come il “DAS” il “Pongo” e il “Didò”.

Probabilmente da questa collaborazione fu fondata una nuova società, la Edizioni Solar (stando a quanto si legge direttamente dalla confezione) poi diventata “PAT PEND. SOLAR LUCCA s.r.l. Made in Italy”.

Di certo sappiamo che il progetto fu interamente messo a punto, nella grafica, nella promozione e nella distribuzione, presso gli studi creativi di quest’azienda, come mi ha confermato il Sig. Massimo Gigli, che all’epoca si occupò della veste grafica del prodotto:

Il progetto UFO SOLAR nacque a Lucca da una fabbrica di sacchetti di plastica. La società Adica Pongo era attenta a tutto ciò che potesse essere un gioco, ma con finalità didattiche, nello spirito dei suoi prodotti.

I proprietari delle due aziende si conoscevano e si accordarono per la produzione dell’Ufo Solar, un prodotto giocoso, didattico, di basso prezzo e vendibile durante i mesi di vacanza, sia in montagna che al mare.

Il prodotto era di colore nero, con stampato il logo a colori. Nella confezione erano contenute le istruzioni per farlo volare, un cartoncino con il filo, e i laccetti di chiusura. Lungo 3 metri e con uno spessore di pochi micron. Si fecero diverse prove anche con palloni lunghi di 10, 20 e 30 metri, poi fu deciso di tenere una lunghezza più agevole. Per un target di età più basso.

Testimonianza di Massimo Gigli

Il gioco era considerato da molti una mezza “patacca”: il materiale era fragilissimo e tendeva a rompersi se non si stava parecchio attenti. E non era per niente adatto a essere usato nei luoghi abitati, poiché si sarebbe immediatamente incagliato su qualche filo della corrente, o squarciato da qualche antenna. Non era adatto nemmeno a bambini piccoli per il “pericolo di soffocamento”.

Ma c’era chi quel pallone riusciva a farlo volare, e spesso cedeva alla tentazione di liberarlo nell’aria, per il semplice gusto di vederlo diventare piccolissimo fino a scomparire. Poteva innalzarsi fino a 10.000 metri dal suolo. E fu questa la ragione per cui, dopo 6 anni dal suo debutto, l’UFO SOLAR venne bandito con un decreto e reso illegale. 

I “problemi” in realtà iniziarono molto prima, ma è necessaria una premessa. 

L’argomento UFO alla fine degli anni ’70 era di grande attualità. Solo nell’estate del 1978, le cronache riportarono decine di testimonianze di avvistamenti, e un tale fenomeno, era spiegato dagli “esperti” come una sorta di isteria collettiva rafforzata anche da una mitologia cinematografica e televisiva, all’epoca molto potente: era il periodo di Guerre Stellari, di Atlas Ufo Robot, di “Incontri Ravvicinati…”. E il nome stesso del giocattolo fu influenzato da questo trend, non a caso la rivista allegata si occupava di “spazio, avvistamenti di ufo, mostri mitologici e altre cose strane”.

E fu proprio sull’onda di questa stessa tendenza, che dopo la diffusione di UFO SOLAR, le segnalazioni di avvistamenti di Ufo si moltiplicarono ulteriormente: in troppi scambiavano il pallone per una qualche sorta di “disco volante”, anche per la velocità sostenuta con cui si spostava quando galleggiava a una certa altezza. Molte di queste segnalazioni erano spesso smentite il giorno dopo dalle stesse autorità che chiarivano l’equivoco, riferendosi a “palloni giocattolo”.

Ad esempio, in un articolo pubblicato su La Stampa il 23 giugno del 1980 si legge:

È accaduto in Pannonia, nell’incontro fra il Lindurn e l’Osturk, due squadre di prima divisione: il portiere del Lindurn, distratto da un oggetto volante comparso in cielo ha lasciato entrare in rete un pallone innocuo calciato da oltre 30 metri. L’episodio è avvenuto al 90º ed ha determinato la sconfitta del Lindurn per due a uno. Si è scoperto poi che l’oggetto volante visto sullo stadio altro non era che un UFO Solar, un dirigibile ad energia solare, in vendita (…) a 2500 lire.

DISTRATTO DA UN UFO SUBISCE UN GOAL AL 90º – 23 Giugno 1980 – La Stampa
Archivio La Stampa

Il “dirigibile” già l’anno successivo dal suo debutto, veniva venduto senza più la rivista, e si poteva trovare non solo in edicola ma anche in cartoleria, e pare che venisse distribuito pure all’estero, a giudicare dalla nuova confezione scritta in quattro lingue. 

Era un prodotto di successo, e pare che fino al 1985, anno in cui fu reso illegale, avesse già venduto più di tre milioni di pezzi e generato un piccolo esercito di “appassionati”. 

Ma cosa è successo nel 1985?

Dal Corriere della Sera del 17 Agosto del 1985 

Milano – Misterioso e inquietante episodio, nel pomeriggio di Ferragosto, nel “corridoio” aereo compreso fra il radiofaro di Monteceneri, nel Canton Ticino, e quello di Trezzo d’Adda: alle 16.05 un Boeing 727 della Olympic Airways, la compagnia di bandiera ellenica, in volo da Zurigo ad Atene è stato sfiorato, a circa 8000 metri di quota, da un oggetto di natura e dimensioni imprecisate (…) il comandante dell’aereo Christos Stamulis, ha riferito che l’oggetto misterioso “sembrava” un missile di tipo militare (…)

Secondo il comandante, l’oggetto volante di colore marrone scuro e di forma allungata pareva muoversi in direzione opposta a quella dell’aereo. 

Fabrizio Cecchelin – Jet sfiorato da un UFO a forma di missile mentre sorvola il confine italo-svizzero – 17 Agosto 1985 – Corriere della Sera

Nello stesso articolo si legge della preoccupazione che possa essersi trattato di un attacco di tipo militare, e con lo Stato Italiano tenuto a fornire delle risposte alla comunità internazionale. Si accennò anche ad un’inchiesta da parte dell’ANAAV (l’associazione degli assistenti di volo), e un’altra da parte di una “Speciale Commissione del Ministero dei Trasporti” che giunsero però subito alla conclusione, seppur non confermata da prove, che poteva essersi trattato di un 

“pallone-giocattolo” di cui alcuni esemplari sono già stati segnalati anche alle quote raggiunte di solito dai palloni-sonda (…) sono fatti di plastica sottile scura. Si chiamano anche “Ufo Solar”, sono di forma cilindrica (…) simili ai sacchi usati in molti Comuni per la raccolta delle immondizie.

Idem

Coincidenza vuole che in quello stesso 17 Agosto, i giornali riportassero anche due avvistamenti di massa di “oggetti non identificati” che allertarono le autorità, uno ad Alberobello, e l’altro ad Ancona. Almeno nel primo caso, a giudicare dalla descrizione dei testimoni, poteva essersi trattato di un ennesimo UFO SOLAR.

La conferma ufficiale che non fu un missile a sfiorare il Boeing 747, bensì un “pallone-giocattolo”, arrivò dopo quasi cinque giorni dall’incidente. Spuntò anche chi rivendicò il lancio del pallone incriminato, un trentasettenne del Canton Ticino 

Il giorno di Ferragosto ero in vacanza con mia moglie Rita e mia figlia Sara, di 5 anni, sul monte Pianezzo, sopra Sonvico nel Canton Ticino, a circa 850 metri altitudine. Verso le 13.30, per far felice la bambina, ho gonfiato d’aria e liberato nel cielo il pallone-giocattolo, avevo precedentemente applicato all’Ufo Solar un’etichetta autoadesiva con le mie generalità e l’indirizzo. In pochi minuti si è levato fino ai 2000 metri del vicino Monte Bar. Ho continuato a seguirlo con il binocolo fino a circa 3000 metri di quota, finché l’ho perso di vista mentre si dirigeva verso Sud in direzione del Monte Generoso e del confine italiano (…) 

Il giorno dopo mi telefonarono due coniugi che abitano vicino ad Ancona, dicendomi di aver trovato nel giardino della villetta il “pallone-giocattolo” ormai afflosciatosi. Dall’etichetta applicata all’involucro era stato facile risalire all’autore del “lancio”. Così ebbi la conferma che il nostro “Ufo Solar” libratosi giovedì pomeriggio nel Canton Ticino aveva percorso un tragitto di 500 chilometri. Ma poco dopo, ascoltando la radio e leggendo i giornali, ebbi anche la certezza quasi assoluta di essere stato l’involontario, sconosciuto protagonista di un episodio che aveva fatto tanto discutere. 

Fabrizio Gecchelin – Non fu un missile a sfiorare l’aereo ma un pallone di mia figlia – 22 Agosto 1985 – Corriere della Sera
Archivio Corriere della Sera

In effetti la vicenda, seppur attenuata dalla rassicurante ipotesi che poteva essersi trattato di un “pallone-giocattolo”, aveva suscitato 

vasto clamore, rinfocolando polemiche mai sopite in Italia, dove è ancora vivo il ricordo del disastro aereo accaduto nel giugno 1980 nel cielo di Ustica, quando un DC 9 dell’Itavia con 81 persone a bordo si disintegrò e precipitò in mare dopo essere stato colpito da un missile rimasto sconosciuto. 

Idem

Dall’indagine sulla vicenda, da parte della “Speciale Commissione”, venne redatto un rapporto inviato all’allora Ministro dei Trasporti Claudio Signorile, nel quale veniva suggerito “il ritiro dal mercato nazionale di tutti i palloni-giocattolo”.

E il ritiro avvenne a decorrere dal 29 novembre del 1985, con un provvedimento pubblicato il 21 di quel mese sulla Gazzetta Ufficiale, da parte del ministro dell’Industria Altissimo

A decorrere dal 29 novembre prossimo, tutti i palloni giocattolo tipo “Ufo Solar” interessati al provvedimento, importati in Italia o detenuti dai commercianti, dovranno essere posti sotto sequestro dai carabinieri e dalla guardia di finanza, perché ritenuti pericolosi per la navigazione aerea. 

Sotto sequestro i palloni “UFO”: possono finire sulle rotte aeree – 22 Novembre 1985 – Corriere della Sera

A distanza di quasi quarant’anni da questo decreto però, il giocattolo sembra aver resistito al tempo e alle leggi. L’UFO SOLAR è ormai conosciuto anche nel resto del mondo, e su Amazon si trova facilmente, fabbricato in Taiwan o in altri Paesi. Non so se quel decreto sia ancora attivo, ma la vendita sembra essere “tollerata”, visto che nel nostro Paese si può acquistare senza problemi. C’è anche chi conferma di averlo visto in vendita dai “cinesi”. 

Nella maggior parte dei casi, conserva ancora il nome “UFO SOLAR”, ma non so se gli ideatori del prodotto, o chi per loro, godano di “diritti legali” sulla fabbricazione e sulle vendite o se il giocattolo sia mai stato registrato con un brevetto.

Ringrazio di cuore il Sig. Massimo Gigli per la testimonianza e per la squisita disponibilità.

© Recensiioni Malsane

© Recensioni Malsane

Un commento

  1. Sono pressoché certo di aver visto almeno un “Ufo Solar” nei primissimi anni ’80 quando andavo a mare con i miei genitori. Mi dette l’idea di un grosso sacchetto della spazzatura volante, ben poco estetico, a voler rimpiazzare gli aquiloni, pensavo, e così mi rimase impresso, non ottenendone alcuna spiegazione.
    Peccato solo che abbiano bandito gli “Ufo Solar” per la sicurezza della navigazione aerea ma non l’utilizzo dei nostri cieli all’aviazione militare straniera, dato che la tragedia di Ustica ha per me una matrice a stelle e strisce, insabbiata alla stregua del caso Calipari.

    Piace a 1 persona

Rispondi a Ga75 Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...