Heidi, il telefilm svizzero-tedesco in 26 puntate prodotto nel 1978, rimane, a mio avviso, il migliore adattamento in assoluto del romanzo originale di Johanna Spyri.

Seppur venduto in 70 paesi e considerato da molti un cult, in Italia passò quasi inosservato: l’edizione italiana fu trasmessa prima dalla RSI, che ne curò anche l’eccellente doppiaggio, e in seguito da un circuito di emittenti locali. Fu replicato per una manciata di anni e poi definitivamente scomparso dai palinsesti.

Non so quanto l’anime, prodotto quattro anni prima, abbia influito nell’estetica e nella genesi di questa serie televisiva, ma i due prodotti, se comparati, sembrano in un certo senso molto simili, in alcuni casi pare quasi di vedere un live-action dell’anime.

Una somiglianza accentuata non solo dalla scelta azzeccata degli attori, ma anche, nel caso italiano, dal doppiaggio della RSI, che cercò di reclutare quanti più doppiatori possibili della serie animata (anche qui la voce di Heidi è di Francesca Guadagno).

Avevo già guardato questa serie da bambino, e ricordo che la seguivo volentieri, ma senza particolari entusiasmi. L’ho rivista di recente (grazie a Youtube) e mi è piaciuta davvero tanto.

Sono rimasto soprattutto affascinato dalle ambientazioni mozzafiato: non solo le montagne svizzere, fotografate meravigliosamente e protagoniste assolute della storia, ma anche i tanti esterni reali girati a Francoforte.

Difetti? Ho solo trovato la stesura dei dialoghi senza particolari guizzi, un po’ ingessata. Anche i momenti “mielosi” e commoventi qui vengono smorzati. Il tutto credo per scelta, secondo un certo gusto “germanico”.

Ho apprezzato però molto la sottile e raffinata ironia che serpeggia per tutto il racconto, e lo spazio dato ai tantissimi personaggi di contorno: dagli abitanti del villaggio alla servitù di casa Seseman, tutti molto ben caratterizzati, come ad esempio gli adorabili personaggi di Sebastiano e Tinette (quest’ultima doppiata da Milena Vukotic).

Bravi anche i tre piccoli attori protagonisti, tra cui una Clara futura fidanzata del commissario Montalbano, e un Peter perfetto, di un’agilità sorprendente.

Se avete amato l’anime o il romanzo, è un telefilm che vi consiglio. Invecchiato benissimo, e confezionato con un approccio adulto e “neorealista”, e che restituisce un senso di “autenticità” e di perfetta aderenza al racconto originale, mai più ravvisato, neanche lontanamente, in altre produzioni su Heidi.

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